Bullismo: riconoscerlo e affrontarlo

Definizione

Il bullismo è un comportamento aggressivo, fatto di prepotenze e prevaricazioni ripetute nel tempo, da parte di un soggetto più forte ai danni di qualcuno che viene considerato più fragile e/o incapace di difendersi. Le aggressioni possono essere di tipo fisico, verbale, elettronico (cyberbullismo) oppure sociale.
Ancora oggi di fronte ad episodi di bullismo si assiste a giustificazioni che lo riconducano a semplici manifestazioni legate alla crescita. Tale atteggiamento è particolarmente pericoloso in quanto porta a misconoscere il fenomeno e la gravità delle conseguenze che esso comporta per la vittima. Ciò che permette di classificare un episodio come bullismo è l’intenzionalità del comportamento aggressivo, la ripetitività nel tempo e l’asimmetria di potere fra vittima e persecutore (bullo).
Il bullismo prevede la presenza di 3 ruoli: il bullo (colui che mette in atto comportamenti aggressivi), la vittima (colui che subisce l’aggressione ), il complice (chi alimenta il comportamento del bullo ridendo delle sue azioni)
Secondo un’indagine ISTAT nel 2014 più del 50% degli 11/17 enni è stato vittima di un episodio offensivo, irrispettoso e/o violento da parte di coetanei. Secondo un’indagine condotta dall’EURES tra 1022 studenti delle scuole secondarie superiori di Roma, il 66,9% dei giovani ha ammesso di essere stata vittima di almeno un episodio di bullismo nell’ultimo anno, l’81,3% ha ammesso di aver assistito ad uno o più episodi e il 37,8% ha riferito di averne commessi in una o più occasioni. I fattori di rischio per le vittime sono l’aspetto fisico, l’insicurezza, la sessualità e l’etnia, mentre per quanto riguarda i bulli è emerso come alla base di tale comportamento ci sono spesso disagi familiari e difficoltà di inserimento.

Conseguenze a breve e a lungo termine del bullismo

Le conseguenze del bullismo sulla vittima riguardano sia la sfera psicologica che fisica e comporta dei cambiamenti qualitativi anche nelle relazioni affettive. Per quanto riguarda la sfera psicologica sono presenti disturbi del sonno, incubi continui, crisi d’ansia, problemi di concentrazione e di apprendimento, scarsa autostima e svalutazione della propria immagine, depressione, aggressività e tristezza, calo del rendimento scolastico con numerosi tentativi di evitare di andare a scuola. A livello fisico è possibile trovare palpitazioni, dolori addominali, stipsi, diarrea, emicrania, problemi alla pelle.
Numerosi studi dimostrano che l’essere stata vittima di bullismo costituisce un fattore che aumenta il rischio di sviluppare, in adolescenza e in età adulta, disturbi sia psichici che somatici. Numerosi studi hanno trovato che le persone vittime di bullismo anche in età adulta continuano a presentare in misura rilevante disturbi quali agorafobia, depressione, disturbo d’ansia generalizzato, disturbo da attacco di panico, dipendenza.

L’importanza di un intervento sistemico nella prevenzione del bullismo

L’efficacia di un intervento di prevenzione e trattamento di problematiche legate al bullismo richiede il coinvolgimento di tutte le componenti coinvolte: alunni, personale docente e non docente, famiglia, istituzioni e agenzie esterne.
Per quanto riguarda la scuola in primis essa deve stabilire una politica anti bullismo “una dichiarazione di intenti che guidi l’azione e l’organizzazione all’interno della scuola e l’esplicitazione di una serie di obiettivi concordati che diano agli alunni, al personale e ai genitori un’indicazione e una dimostrazione tangibile dell’impegno della scuola a fare qualcosa contro i comportamenti prepotenti” (Sharp e Smith, 1994).” Inoltre deve fornire una formazione specifica al personale scolastico che gli consenta di riconoscere ed affrontare gli eventuali episodi di bullismo. Per quanto riguarda gli studenti è fondamentale attivare interventi finalizzati a migliorare il clima emotivo in classe, agire sulle dinamiche relazionali sia con il gruppo dei pari che con il personale docente, promuovere le competenze emotive e creare uno spazio di ascolto.

Come aiutare vostro figlio se è vittima di bullismo

E’ importante prestare attenzione non solo ai segnali manifesti, come ematomi, contusioni, oggetti personali scomparsi o danneggiati, ma anche a altri cambiamenti più interni e meno visibili come ad esempio problemi del sonno, modifica delle abitudini alimentari, maggiore stanchezza, calo del rendimento scolastico, rifiuto di andare a scuola, aggressività e calo delle uscite con i coetanei. Una volta individuato che ci si trova di fronte a episodi di bullismo è importante che la famiglia si metta in contatto con la scuola per capire insieme come affrontare al meglio il problema.
E’ essenziale che il bambino/ ragazzo non si senta solo ad affrontare la situazione, e che comprenda che non è il solo a subire tali episodi. Il dialogo fra genitori e figlio diventa importante per dare a lui la possibilità di tirare fuori le emozioni e le paure che sta sperimentando. Diventa importante non istigarlo a rispondere con la violenza ma a mettere in atto comportamenti di indifferenza che scoraggino il bullo. In situazioni particolarmente complesse, dove il disagio sperimentato dal ragazzo è notevole è opportuno rivolgersi ad un professionista che lo supporti e lo sostenga nell’affrontare la problematica che sta vivendo.

 

Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare i seguenti link:

https://lucianasarra.it/aree-di-intervento/

http://www.ansa.it/canale_legalita_scuola/notizie/2019/10/17/bullismo-coinvolti-9-adolescenti-su-10-_176b429c-3f00-4a9f-8697-57ce97faac88.html

https://www.bullismo.it/